Paura di volare: perché ho così tanta ansia quando devo prendere l’aereo?

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Le cause psicologiche dell’aerofobia, il bisogno di controllo dietro la paura di prendere l’aereo e come affrontare l’ansia attraverso la psicoterapia.

 

Ansia prima di un volo. Semplice preoccupazione o fobia dell’aereo?

Hai appena prenotato il volo e stai già pensando a ciò che succederà durante il viaggio in aereo.

Non tanto alle esperienze che farai, ai luoghi che visiterai o alle persone che incontrerai, quanto al momento del decollo e alla possibilità che qualcosa vada storto.

Magari mancano ancora diversi giorni alla partenza.

Eppure è come se tu fossi già lì, seduto al tuo posto, lato finestrino.

Ti sembra quasi di sentire la voce dello steward che dà il benvenuto, il rumore dei motori che si accendono, la lieve vibrazione che accompagna l’inizio delle manovre sulla pista.

E mentre cerchi di respirare profondamente e non pensarci, domande angosciose si affacciano alla tua mente:

E se ci fossero delle turbolenze?

E se mi sentissi male in volo?

Se succedesse qualcosa e non potessi fare nulla?

Presso Il Filo di Arianna, il nostro centro di psicoterapia a Roma Prati, incontriamo spesso persone che cercano un supporto per gestire la paura di volare, una fobia specifica piuttosto diffusa.

In alcuni casi, si tratta di persone che non hanno mai preso un volo in vita loro.

Ma non sono gli unici a rivolgersi ai nostri psicologi.

Spesso, anche chi ha viaggiato di frequente in aereo in passato senza provare particolari difficoltà, a un certo punto comincia a vivere il volo con crescente apprensione.

Ciò che accomuna queste esperienze è un contrasto profondo tra le emozioni provate e ciò che si sa razionalmente: anche quando si è perfettamente consapevoli che volare è un’esperienza sicura, si prova comunque una forte paura, difficile da tenere sotto controllo.

Se soffri anche tu della fobia dell’aereo, te ne sarai reso conto.

Magari hai già cercato statistiche sulla sicurezza dei voli, letto articoli che spiegano quanto sia raro un incidente aereo o confrontato i rischi del viaggio in aereo con quelli degli spostamenti in automobile per lunghe percorrenze.

Eppure, anche quando i dati sembrano rassicuranti, la paura torna a farsi sentire ogni volta che pensi di salire su un aereo.

«So che l’aereo è sicuro. Ma allora perché ho così tanta paura?»


È
una domanda che ci viene rivolta spesso in terapia.

Chi ha paura di volare, infatti, come abbiamo già visto, spesso è perfettamente consapevole di non correre un effettivo rischio quando sale a bordo di un aereo.

Eppure, quando si avvicina il momento di partire, la consapevolezza razionale non sembra bastare più.

Puoi ripeterti che l’aereo è un mezzo di trasporto sicuro e viene controllato da tecnici esperti, che ogni giorno milioni di persone prendono l’aereo e arrivano a destinazione sani e salvi, che gli incidenti aerei sono eventi rari.

Eppure, avere a disposizione queste informazioni non serve a tranquillizzarti.

C’è una differenza sostanziale tra sapere di essere al sicuro e sentirsi davvero al sicuro.

Spesso, infatti, ci dimentichiamo che non siamo esclusivamente ragione, ma anche emozione.

Quando leggiamo statistiche e articoli, entra in campo la nostra parte logica, quella che elabora le informazioni, comprende le spiegazioni tecniche e ci permette di valutare quanto sia improbabile che si verifichi un incidente.

È il ragionamento che ci permette di dirci: «So che volare è sicuro, non c’è motivo di allarmarmi».

Ma quello che provi, le emozioni che senti, non sempre si modificano sulla base di queste valutazioni.

Per comprendere questa scissione, immagina di fare una passeggiata su una passerella in vetro trasparente sospesa nel vuoto.

In Cina esiste esattamente qualcosa di simile: è il Glass Bridge di Zhangjiajie, un ponte in vetro lungo 430 metri a strapiombo sul Grand Canyon, visitato ogni anno da migliaia di turisti.

La tua mente razionale conosce dati e cifre: quel ponte è stato progettato da un ingegnere di fama; è composto da lastre a triplo strato di vetro temperato con struttura in acciaio; online ci sono tantissime foto di persone intente a camminarci sopra.

Eppure, quando fai il primo passo e il tuo sguardo si sofferma sul vuoto sotto ai tuoi piedi, ti senti assalire dall’angoscia e hai bisogno di aggrapparti alla ringhiera o di tornare subito indietro.

In quel momento preciso, ricordarti che hai visto il video di collaudo del ponte non fa rallentare il battito cardiaco.

A bordo di un aereo può innescarsi un meccanismo simile.

Basta uno stimolo qualunque: una leggera turbolenza, il rumore dei motori che si accendono, la sensazione di essere in un luogo chiuso, senza via d’uscita.

Anche se sai che questi elementi non indicano necessariamente un pericolo, potresti interpretarli come segnali che qualcosa non va.

A quel punto, il corpo entra in uno stato di allerta e possono comparire una serie di reazioni fisiche: il battito cardiaco accelera, il respiro si fa affannoso, compare un nodo allo stomaco. Sensazioni che, a loro volta, possono aumentare la preoccupazione e alimentare la paura.

Cerchi supporto a Roma per superare la paura dell'aereo?

 

Paura di volare: che cosa ti spaventa davvero quando sei in aereo?

«Ho paura delle turbolenze. So che possono essere normali, ma quando comincio a sentire l’aereo che si muove, mi sembra di non avere più il controllo della situazione.»

«E se mi venisse un attacco di panico? Se cominciassi a stare male e non riuscissi a calmarmi? Non potrei scendere, non potrei allontanarmi…»

«So che gli incidenti sono rari… ma se capitasse proprio a me? Non potrei fare niente per evitarlo»

La paura di volare può declinarsi in forme diverse.

Durante i colloqui con il terapeuta, c’è chi racconta di avere paura che l’aereo precipiti all’improvviso in seguito a un’avaria, chi dice di non riuscire a sopportare la sensazione di vuoto legata al momento del decollo e chi, invece, va in sofferenza nel momento in cui i portelloni si chiudono e si rende conto di essere “intrappolato”.

In altri casi, la preoccupazione riguarda soprattutto ciò che potrebbe accadere al proprio corpo: essere colti da un malore, sopraffatti da un forte attacco di ansia o non riuscire a riprendere il controllo.

Ed è proprio su quest’ultima parola che vorrei soffermarmi.

Controllo.

Per alcune persone, la paura di volare è legata anche alla difficoltà di tollerare una situazione in cui non si ha il controllo di ciò che accade.

Pensiamo per un momento alla dimensione concreta del viaggio in aereo.

Ti trovi all’interno di un mezzo che si muove nell’aria, a migliaia di metri dal suolo. A condurlo sono persone di cui devi fidarti, senza poter intervenire direttamente su ciò che fanno.

Di fatto, per tutta la durata del volo, non hai alcun potere decisionale sulla conduzione dell’aereo.

Non puoi atterrare né modificare la rotta o scendere di quota, nemmeno se ti senti a disagio o hai un malore.

Sei costretto a rimanere lì, al tuo posto, in balia della situazione, senza sapere con esattezza cosa accadrà nei prossimi minuti o ore.

È una condizione che può innescare – in chi è sensibile all’incertezza – una forte tensione emotiva.

A questo proposito, una ricerca condotta da studiosi dell’Università Sapienza di Roma, pubblicata nel 2018 sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology, ha approfondito il concetto di intolleranza dell’incertezza, mettendolo in relazione con diversi processi psicologici, tra cui la preoccupazione persistente, la percezione delle minacce e il bisogno di controllare le situazioni imprevedibili.

Non sapere esattamente che cosa accadrà, non poter intervenire direttamente e non avere la possibilità di allontanarsi quando si prova paura possono rendere difficile sentirsi al sicuro, anche quando non ci sono segnali concreti di pericolo.

La paura di volare, dunque, non riguarda soltanto l’aereo, le turbolenze o il rischio – seppur remoto – di un incidente.

Quelli sono gli oggetti ansiogeni, bersagli visibili della nostra ansia che però non sempre ne esauriscono il significato.

In molti casi, ciò che la alimenta e la mantiene in vita è anche la relazione che abbiamo con le nostre sensazioni interne e con la nostra vulnerabilità.

L’aereo diventa così lo specchio di dinamiche molto più profonde: la fatica di stare nell’incertezza, il bisogno di dover controllare tutto e, soprattutto, la difficoltà ad accettare di non poter gestire direttamente ogni aspetto di ciò che ci circonda.

Ansia prima di prendere l’aereo: perché comincio a stare male giorni prima?

L’ansia che compare giorni o settimane prima di un volo viene chiamata ansia anticipatoria.

Si manifesta quando la mente immagina possibili situazioni di pericolo e il corpo reagisce come se queste fossero già presenti.

Nelle persone che temono di volare, questo meccanismo può provocare preoccupazione, tensione e sintomi fisici molto prima della partenza.

La nostra mente, infatti, è una vera e propria macchina del tempo. Un congegno sofisticato che viaggia continuamente tra passato e futuro, tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che ancora deve accadere.

Questa capacità ci è utile in molte situazioni, perché ci permette di fare delle previsioni, anticipare eventuali difficoltà e prepararci ad affrontare ciò che ci aspetta.

Quando, però, siamo in ansia, questo meccanismo può diventare fonte di profonda sofferenza emotiva.

La mente, infatti, tende a concentrarsi su ciò che potrebbe andare storto, alimentando dubbi e preoccupazioni.

Questi pensieri possono mantenere il corpo in uno stato di allerta, favorendo la comparsa di sintomi ansiosi anche molto prima che la situazione temuta, come la partenza in aereo, si verifichi.

Perché più cerco di controllare quello che provo, più finisco per stare male in aereo?

Nella nostra cultura, siamo abituati a classificare le emozioni in due grandi categorie: quelle positive, che ci fanno stare bene, e quelle negative, che vorremmo evitare o soffocare.

La paura fa parte di quest’ultima grande “famiglia”.

Siamo abituati a pensare che avere paura sia qualcosa di cui vergognarci, un segno di debolezza o una dimostrazione del fatto che non siamo in grado di affrontare una situazione.

Quante volte ci siamo detti che dobbiamo farci coraggio o non lasciarci sopraffare dalle emozioni?

Questo è un grande equivoco della nostra epoca, che ci induce a cercare di soffocare la paura invece di cercare di comprenderla.

La paura, infatti, è un meccanismo di difesa arcaico, che ci aiuta a riconoscere i potenziali pericoli e a metterci nella condizione di affrontarli.

Le sensazioni fisiche associate alla paura, infatti, sono legate a cambiamenti fisiologici che preparano il nostro organismo a reagire alla minaccia.

Il cuore che senti in gola? È il battito cardiaco che accelera per pompare più sangue verso i muscoli.

Il nodo allo stomaco? Quando il corpo entra in uno stato di allerta, anche l’attività dell’apparato digerente tende a modificarsi, contribuendo a provocare sensazioni come il nodo allo stomaco o il disagio addominale.

La sudorazione che aumenta? È il corpo che cerca di regolare la temperatura corporea.

Sono tutte reazioni che possono accompagnare la paura e che, di per sé, non significano necessariamente che stia accadendo qualcosa di pericoloso.

La difficoltà può nascere quando cominciamo a monitorare queste sensazioni con apprensione e a interpretarle come segnali che qualcosa non va. In questo modo, ciò che proviamo può diventare a sua volta una fonte di preoccupazione, alimentando un circolo vizioso.

Ti accorgi di avere il cuore accelerato e allora cominci a contare i battiti, a monitorare il respiro, a sentire una morsa che ti stringe lo stomaco.

Ti chiedi se sia normale sentirti così, se l’ansia stia aumentando e se riuscirai a calmarti prima che diventi insopportabile.

Ma più cerchi di capire che cosa sta succedendo nel tuo corpo, più rischi di rimanere concentrato sulle sensazioni che ti spaventano e di alimentarle.

Ecco perché, in molti casi, cercare di controllare l’ansia non fa che aumentarla.

Psicoterapia per la paura di volare a Roma Prati: quando rivolgersi a uno psicologo

La paura di volare non andrebbe sottovalutata.

Se vorresti viaggiare ma il timore dell’aereo ti sta costringendo a scegliere mete vicine, rinunciare a una vacanza o evitare occasioni importanti, può essere utile fermarti a riflettere su quanto spazio questa paura stia occupando nella tua vita.

Il problema, infatti, non è la paura di per sé.

La difficoltà nasce quando quella paura diventa così intensa da limitare le nostre possibilità, condizionando le nostre scelte e restringendo il nostro mondo.

Non è necessario arrivare al punto di rinunciare del tutto a salire su un aereo per chiedere aiuto. Anche chi vola regolarmente, ma lo fa vivendo un profondo malessere nei giorni precedenti o un’angoscia costante durante il tragitto, può beneficiare di un percorso di psicoterapia.

Nel Centro di Psicoterapia Il Filo di Arianna a Roma Prati, sono presenti diversi psicologi e psicoterapeuti che lavorano con persone che soffrono di ansia, attacchi di panico e fobie specifiche, tra cui la paura di volare.

Il percorso terapeutico può lavorare sui sintomi e, allo stesso tempo, approfondire i meccanismi psicologici che contribuiscono ad alimentare e mantenere la paura.

  • Comprendere il significato della paura: esploriamo cosa rappresenta per te quell’aereo (il bisogno di controllo, la gestione dell’ansia, la paura dell’incertezza o della vulnerabilità).
  • Riscoprire le proprie risorse: il terapeuta ti accompagna nell’acquisire strumenti concreti per gestire le sensazioni fisiche ed emotive, sia nei giorni precedenti sia durante il volo.
  • Ritrovare la libertà di scegliere: l’obiettivo non è semplicemente “non aver più paura”, ma fare in modo che la paura non sia più un ostacolo.

Presso il Centro di Psicoterapia Il Filo di Arianna, in Via San Tommaso d’Aquino 75, Roma Prati, è possibile richiedere un primo colloquio con uno psicologo o psicoterapeuta per valutare insieme il problema e individuare il percorso più adatto.

Psicoterapia per paura dell'aereo - domande frequenti

01
Non necessariamente. Provare tensione o preoccupazione prima di un viaggio in aereo non significa automaticamente soffrire di una fobia specifica.

Quando però la paura diventa molto intensa e persistente, ti induce a evitare di prendere il volo oppure a viverlo con un forte stato di ansia e malessere, può assumere le caratteristiche di una fobia specifica, comunemente chiamata aerofobia.
02
Una forte ansia durante il volo può essere accompagnata da sintomi come tachicardia, respiro affannoso, sudorazione, vertigini, senso di oppressione o paura di perdere il controllo. In alcune persone queste reazioni possono assumere le caratteristiche di un attacco di panico. A volte è proprio il timore che queste sensazioni possano comparire mentre ci si trova in aereo, senza possibilità di allontanarsi, a diventare una delle principali fonti della paura.
03
In molti casi, se non affrontata, la paura di volare può peggiorare. Quando si comincia a vivere il volo con crescente apprensione, è possibile diventare sempre più attenti alle proprie sensazioni, alle turbolenze o a qualsiasi elemento interpretato come un possibile segnale di pericolo. Anche l'evitamento può contribuire a mantenere la paura: rinunciare a volare produce spesso un sollievo immediato, ma può rendere più difficile affrontare nuovamente quella situazione in futuro, condizionando la quotidianità.