
Adolescenti e cibo. Come posso capire se mio figlio ha un disturbo alimentare? | Psicoterapia Roma Prati
Non è facile accorgersi subito che il proprio figlio adolescente ha sviluppato un disturbo alimentare. Questo è vero soprattutto all’inizio, quando i segnali possono essere più sottili, tanto da confondersi con i normali cambiamenti associati all’adolescenza.
In questa fase della crescita, infatti, è normale che i ragazzi e le ragazze modifichino le loro abitudini alimentari o diventino più riservati riguardo al proprio corpo.
L’adolescenza porta con sé cambiamenti fisici, emotivi e relazionali, e il rapporto con il cibo ne risente. Molti adolescenti cercano maggiore autonomia nelle scelte alimentari, sperimentano diete di tendenza o modificano il proprio comportamento sociale, scegliendo di mangiare da soli o di evitare situazioni che li espongano al giudizio degli altri.
Può capitare, per esempio, che tuo figlio si chiuda in camera propria durante i pasti, preferendo mangiare da solo davanti al pc o alla televisione piuttosto che sedersi a tavola con la famiglia, come faceva quand’era più piccolo.
Oppure salta la colazione, mangia in modo sregolato, preferisce consumare snack e cibi preconfezionati anziché i piatti che cucinate a casa, alterna momenti di grande fame in cui svuoterebbe tutto il frigorifero ad altri in cui sembra inappetente e non è invogliato neppure dai suoi cibi preferiti.
Tutti questi comportamenti, se sporadici, non dovrebbero preoccuparci troppo. Sperimentazione e ricerca di autonomia, infatti, sono tratti tipici di quest’età “ribelle” in cui i nostri figli cercano la propria strada verso l’identità adulta.
Un adolescente che decide di saltare la colazione ogni tanto o che chiede di mangiare in camera per vedere la sua serie TV preferita non deve destare particolari preoccupazioni, a meno che questi comportamenti non diventino costanti e rigidi.
Se tali atteggiamenti si ripetono con frequenza, si associano a cambiamenti d’umore, ritiro sociale o a un’eccessiva attenzione verso il corpo e il peso, è necessario prestare maggiore attenzione.
Mio figlio non mangia abbastanza”. I possibili segnali di un disturbo alimentare | Supporto psicologico disturbi alimentari in adolescenza Roma Prati
Per un genitore, è importante distinguere nel figlio i comportamenti “normali” tipici dell’adolescenza da quelli che potrebbero essere campanelli d’allarme di un disturbo alimentare come anoressia o bulimia.
Come fare a riconoscerli?
Innanzitutto, occorre osservare con attenzione il comportamento del proprio ragazzo, sia a tavola che nel suo rapporto generale con il cibo, il corpo e le relazioni.
Non bisogna focalizzarsi solo sul peso corporeo, poiché i disturbi alimentari non sempre comportano una perdita di peso evidente.
Ecco alcuni segnali da non sottovalutare:
- Salta i pasti in modo sistematico: Se noti che tuo figlio o tua figlia salta spesso i pasti, soprattutto la colazione o la cena, potrebbe essere un segnale di restrizione calorica consapevole, tipica dell’anoressia nervosa. Molti adolescenti cercano scuse e giustificazioni apparentemente innocue (“Non ho fame”, “Ho già mangiato”) per mascherare il fatto che, in realtà, stanno tentando di controllare il proprio peso o di raggiungere un obiettivo di magrezza idealizzato;
- Mangia da solo: se tuo figlio preferisce mangiare da solo nella propria stanza piuttosto che sedersi a tavola, potrebbe voler nascondere quanto (o se) sta mangiando. Questo comportamento è tipico di chi vive un rapporto disfunzionale con il cibo e teme il controllo o il giudizio degli altri;
- Seleziona il cibo in modo troppo rigido: iniziare a evitare certi cibi (ad esempio, eliminare dolci, carboidrati o grassi dalla propria dieta) può sembrare una scelta di “alimentazione sana”. Tuttavia, se questo comportamento diventa troppo rigido e tuo figlio inizia a controllare ossessivamente le etichette degli alimenti o a contare le calorie, questo potrebbe essere il primo segnale di anoressia nervosa o di ortoressia(ossessione per l’alimentazione sana);
- Significativo calo di peso: una perdita di peso improvvisa e visibile è spesso uno dei segnali più evidenti di un disturbo alimentare, ma non sempre è presente in tutte le forme di disordini di questo tipo (ad esempio, nella bulimia o nel binge eating disorder il peso può rimanere stabile o aumentare);
- Eccessiva attenzione al peso e all’aspetto fisico: frasi come “Mi vedo grassa/o”, “Devo dimagrire” o “Vorrei avere il fisico di…” possono sembrare comuni tra gli adolescenti, ma se ripetute con insistenza e accompagnate da un comportamento di controllo ossessivo sul cibo, meritano attenzione;
- Comportamenti di compensazione: Spesso, chi soffre di bulimia cerca di compensare le abbuffate vomitando o utilizzando lassativi o diuretici. Lo stesso comportamento si riscontra negli adolescenti che soffrono di anoressia. Spesso, i genitori possono accorgersi di rumori di sciacquone ripetuti, segno del tentativo di coprire il suono del vomito. Potreste però notare occhi arrossati, alito acido, nocche arrossate o segnate, spesso causate dall’inserimento delle dita in gola per provocare il vomito;
- Irritabilità e sbalzi d’umore: i disturbi alimentari si accompagnano spesso a , ansia e tristezza. La fame o il bisogno di controllo possono generare tensione, portando a risposte aggressive o di chiusura verso i genitori.
Disturbi alimentari in adolescenza. Cosa può fare un genitore?| Supporto psicologico disturbi alimentari in adolescenza Roma Prati
“È colpa nostra se nostro figlio soffre di questo disturbo?”
“Abbiamo commesso errori nell’educazione alimentare o nella gestione emotiva?”
Quando una madre o un padre sospetta che il proprio figlio sia anoressico o bulimico, capita spesso che si interroghi sul suo ruolo e sulle sue responsabilità rispetto al problema.
Quando qualcosa va storto, è naturale pensare di aver fallito nel proprio compito.
Ma è importante comprendere che l’insorgenza di un disturbo alimentare non può essere spiegata con una “regola generale” valida per tutti.
Dare la “colpa” ai genitori sarebbe riduttivo e fuorviante poiché l’anoressia, la bulimia, il binge eating e gli altri disturbi dell’alimentazione dipendono dall’intreccio di fattori genetici, biologici e psicologici.
Ogni adolescente ha la propria storia, il proprio vissuto e la propria singolare modalità di incontro con le emozioni.
Alcuni adolescenti affrontano le difficoltà con forza, facendo affidamento su una salda autostima e fiducia nelle proprie capacità. Altri, di fronte ad avversità che non riescono a fronteggiare, cercano controllo su ciò che possono gestire, come il cibo e il peso corporeo.
Per alcuni, l’anoressia o la bulimia possono rappresentare un modo per esprimere un disagio emotivo profondo, che non riescono a comunicare a parole.
Altri ancora potrebbero cadere in un disturbo alimentare spinti dal desiderio di appartenenza e accettazione sociale.
Cosa può fare allora un genitore per aiutare il proprio ragazzo?
Anche se spesso i genitori si sentono smarriti o in colpa di fronte a un disturbo alimentare, il loro ruolo nel percorso di guarigione è fondamentale. Non solo perché la famiglia può fornire supporto emotivo, ma anche perché può contribuire a creare un ambiente sereno e protettivo, indispensabile per il benessere psicologico del giovane.
Cercare un “colpevole” è inutile, anzi del tutto controproducente.
È più utile spostare l’attenzione verso il “Cosa possiamo fare insieme per stare meglio?”. Questo atteggiamento aiuta il ragazzo a non sentirsi “difettoso” e ad affrontare il disturbo con più apertura.
Il supporto di uno psicologo psicoterapeuta specializzato in disturbi alimentari può fare una grande differenza. La terapia consente di affrontare le emozioni sottostanti al rapporto con il cibo, come la paura del giudizio, il bisogno di controllo o il desiderio di essere accettati dagli altri.
Supporto psicologico disturbi alimentari in adolescenza Roma Prati
Il Centro di Psicoterapia Il Filo di Ariannaa Roma Prati offre percorsi specifici di supporto psicologico per adolescenti e famiglie che affrontano il tema dei disturbi alimentaricome anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating).
Come possiamo aiutarti?
Non ci concentriamo solo sul ragazzo o sulla ragazza che manifesta il disagio, ma >coinvolgiamo l’intero nucleo familiare, perché sappiamo quanto sia importante la collaborazione e il sostegno di tutti i membri della famiglia nel percorso di guarigione.
l disturbo alimentare non è un problema “del singolo”, ma un disagio che si ripercuote su tutta la famiglia.
Per questo offriamo:
- colloqui individuali con l’adolescente: uno spazio sicuro e riservato al ragazzo, che sotto la guida di uno psicologo psicoterapeuta specializzato potrà esplorare il proprio vissuto, sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e comprendere in che modo le emozioni influenzano il suo rapporto con il cibo e il corpo;
- incontri di supporto per i genitori: Spesso, una madre o un padre non sa bene come comportarsi e rischia di commettere errori, come controllare ossessivamente il cibo o insistere affinché il figlio “mangi tutto”. Attraverso questi colloqui, lo psicologo può darvi sostegno, aiutandovi a capire come poter essere parte attiva della soluzione, fornendovi strumenti concreti per affrontare situazioni delicate, come il momento del pasto.
Il nostro approccio si basa sulla convinzione che la famiglia sia una risorsa, non la causa.
Presso il nostro Centro di psicoterapia a Roma Prati troverete percorsi di supporto personalizzati, che si adattano alle specifiche esigenze di ogni famiglia.
Perché ogni storia è unica e come tale deve essere ascoltata, compresa e trattata.
Non esistono soluzioni standard, valide per tutti.
Contattaci al 327 297 1456. Un terapeuta del centro prenderà in carico la tua richiesta. A seguito di un colloquio telefonico preliminare, in cui riceverai tutte le informazioni necessarie, potrai fissare un appuntamento per valutare di intraprendere un percorso di sostegno psicologico e psicoterapia.
Il nostro centro si trova in Via San Tommaso d’Aquino, 75/3° piano, palazzina A, 00136 Roma RM zona Prati – Trionfale
Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si potrà valutare anche di seguire una psicoterapia a distanza, avvalendosi di colloqui online attraverso videochat Zoom
