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Toggle“Sono gay/lesbica?”. Adolescenza e orientamento sessuale | Supporto psicologico adolescenti LGBT+ e genitori ROMA PRATI
L’adolescenza è quel periodo della vita in cui scopriamo noi stessi e costruiamo la nostra identità.
Mentre il corpo cambia sotto la spinta degli ormoni, si cominciano a sperimentare sensazioni diverse, mai avute prima: il battito accelerato quando quel ragazzo carino incrocia il nostro sguardo, un improvviso rossore, il desiderio di vederlo ancora, di parlargli…
Sono i primi segnali di attrazione fisica o romantica, che portano con sé emozioni nuove e, talvolta, dubbi e domande su sé stessi.
Se, infatti, per tanti adolescenti maschi è del tutto normale sentirsi attratti dalle proprie amiche e compagne (e viceversa), tentare con loro i primi approcci, fantasticare su un appuntamento, un bacio rubato o una storia d’amore, per altri loro coetanei questa esperienza può essere diversa e più complessa.
Capita che ragazzi e ragazze si scoprano a guardare un compagno dello stesso sesso con interesse e curiosità, chiedendosi cosa significhi quello che provano, se sia “normale” sentire quell’attrazione.
“Sono gay? Sono lesbica?” si chiedono, in preda a emozioni contrastanti.
Alcuni accolgono in modo naturale ciò che provano, esplorando i propri sentimenti con entusiasmo e voglia di scoprirsi.
Per altri, invece, la scoperta di un’attrazione omosessuale può suscitare dubbio, confusione o senso di isolamento.
In un mondo che tende a normare e incasellare le emozioni e le relazioni, riconoscere di sentirsi attratti da persone dello stesso sesso o di non rispecchiarsi nelle aspettative comuni sull’orientamento sessuale può essere molto difficile per un adolescente, che potrebbe faticare ad accettarsi, arrivando a negare e reprimere le proprie emozioni.
“È solo una fase, non può essere vero. A me piacciono le ragazze/i ragazzi” si ripete, cercando di convincersi che quel che prova è del tutto passeggero. Questo tentativo di negazione diventa un vero e proprio meccanismo di difesa, una barriera che l’adolescente costruisce per proteggersi dal possibile giudizio degli altri e dall’esclusione.
Negare ciò che sente sembra una strada più semplice, un modo per evitare domande scomode o reazioni imprevedibili. Per proteggersi, il ragazzo potrebbe forzarsi e assumere atteggiamenti e comportamenti che lo facciano apparire conforme alle aspettative, fingendo interesse per relazioni eterosessuali o evitando del tutto situazioni che possano mettere in discussione la sua identità.
Tuttavia, questa negazione non fa che alimentare un conflitto interno, creando una distanza sempre maggiore tra ciò che il ragazzo prova realmente e l’immagine che cerca di proiettare verso l’esterno.
Adolescenti trans. Non riconoscersi nel proprio sesso di appartenenza| Supporto psicologico adolescenti LGBT+ e genitori ROMA PRATI
L’adolescenza è una fase cruciale per lo sviluppo dell’identità sessuale, un processo complesso e multidimensionale che coinvolge vari aspetti della personalità e del rapporto con sé stessi e con gli altri: il sesso, l’identità di genere, il genere e l’orientamento sessuale.
L’identità di genere si riferisce al senso interno e profondo di essere maschio, femmina, entrambi, nessuno o qualcosa al di fuori delle categorie binarie.
Per molti, questa identità coincide con il genere assegnato alla nascita sulla base delle caratteristiche sessuali (cisgender) ma per altri no, portandoli a identificarsi come persone transgender o non binarie.
Questa consapevolezza è spesso accompagnata da disforia di genere, ovvero un intenso disagio che deriva dal divario tra il genere con cui si identifica e quello assegnato alla nascita.
La disforia di genere solitamente comincia a manifestarsi già durante l’infanzia ma diventa più marcata durante l’età adolescenziale quando i cambiamenti fisici legati alla pubertà accentuano questa discrepanza.
Per esempio, un ragazzo transgender può provare sofferenza nel vedere il proprio corpo svilupparsi con caratteristiche femminili, come il seno, mentre una ragazza transgender può vivere con disagio la crescita dei peli e della barba o il cambiamento del tono di voce.
“Mio figlio è gay. Come posso aiutarlo?” “Mia figlia è trans. Che devo fare?” | Supporto psicologico adolescenti LGBT+ e genitori ROMA PRATI
Quando un figlio adolescente fa coming out, dichiarandosi gay, lesbica, bisessuale o transgender, sta compiendo un atto di grande coraggio e fiducia.
Significa che ha scelto di condividere una parte intima e importante di sé con voi, sperando di essere accolto con amore e comprensione.
Tuttavia, per molti genitori, questa rivelazione può essere accompagnata da sconcerto, dubbi e timori.
Accettare che il proprio figlio non rispecchi le aspettative tradizionali legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere può essere un processo complesso che richiede tempo e riflessione.
“Ho sbagliato qualcosa?”
“Sarà felice e accettato nella società?”
“Come lo spiegherò agli altri?”
Sono tutte domande che emergono spesso in queste situazioni, riflettendo non solo il desiderio di comprendere ma anche la paura per il futuro del proprio figlio. Questi interrogativi non nascono dalla mancanza di amore, ma dal bisogno di adattarsi a una nuova realtà che può sembrare inaspettata o difficile da affrontare.
Che fare allora?
Il dialogo aperto e l’ascolto empatico sono fondamentali in questo percorso.
Confrontarsi con altre famiglie, cercare informazioni e, se necessario, intraprendere un percorso psicologico può essere di grande aiuto sia per i genitori che per i figli adolescenti che si confrontano con grandi temi legati alla loro identità.
Presso il Centro di psicoterapia il Filo di Arianna è disponibile il servizio di supporto psicologico per genitori e adolescenti che affrontano problemi e difficoltà legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale.
Sotto la guida di uno psicologo psicoterapeuta esperto, i ragazzi hanno la possibilità di esplorare la propria identità in modo libero e spontaneo, senza timore di giudizi.
La stanza di psicoterapia diventa così lo spazio sicuro in cui dare un nome ai sentimenti che provano, raggiungere una comprensione più profonda di sé stessi e avviare un percorso di accettazione sereno e consapevole.
Attraverso il supporto terapeutico, inoltre, i ragazzi adolescenti possono sviluppare strumenti e strategie utili per affrontare momenti significativi come il coming out, la gestione delle relazioni con amici e familiari e le sfide connesse all’affermazione della propria identità.
Questo processo non solo li aiuta a rafforzare la loro autostima e sicurezza, ma li accompagna nella costruzione di una vita più autentica e soddisfacente, basata sull’espressione piena della propria unicità.
In questi casi, il supporto professionale di uno psicologo psicoterapeuta è indicato anche per i genitori che possono sentire il bisogno di essere sostenuti durante il percorso di comprensione e accettazione della sessualità o dell’identità di genere del proprio figlio.
Il confronto con uno psicoterapeuta permette ai genitori di:
- Elaborare le proprie emozioni, superando timori e pregiudizi.
- Acquisire informazioni chiare e precise su tematiche relative all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
- Costruire un dialogo aperto e sincero con il proprio figlio, migliorando la comunicazione familiare.
- Accogliere e sostenere il proprio figlio in modo empatico, fornendogli il supporto emotivo di cui ha bisogno.
Presso il nostro Centro di psicoterapia a Roma Prati, potrai trovare psicologi e psicoterapeuti specializzati nel supporto agli adolescenti LGBTQ+ e alle loro famiglie.
Il nostro obiettivo è offrire uno spazio in cui ragazzi e genitori possano sentirsi accolti e ascoltati, accompagnati nel loro percorso di crescita e accettazione.
I nostri percorsi personalizzati sono pensati per:
- Adolescenti che desiderano esplorare la propria identità sessuale o di genere, affrontare il coming out o gestire le emozioni legate all’accettazione di sé.
- Genitori che sentono il bisogno di chiarire dubbi, ricevere informazioni e imparare a supportare i propri figli con amore e consapevolezza.
Contattaci al 327 297 1456. Un terapeuta del centro prenderà in carico la tua richiesta. A seguito di un colloquio telefonico preliminare, in cui riceverai tutte le informazioni necessarie, potrai fissare un appuntamento per valutare di intraprendere un percorso di sostegno psicologico e psicoterapia.
Il nostro centro si trova in Via San Tommaso d’Aquino, 75/3° piano, palazzina A, 00136 Roma RM zona Prati – Trionfale
Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si potrà valutare anche di seguire una psicoterapia a distanza, avvalendosi di colloqui online attraverso videochat Zoom

