Superare l’ansia: ecco perché non devi combatterla

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Quando viviamo una crisi d’ansia, il nostro istinto ci dice di combattere la paura, di cercare di farci forza per sconfiggerla e sopprimerla.

Se cerchi su internet, troverai tantissimi articoli e consigli su come combattere l’ansia, come sconfiggere l’ansia, addirittura come eliminare l’ansia, quasi fosse un terribile mostro dal quale dobbiamo liberarci a tutti i costi.

In verità, questo atteggiamento è controproducente e non fa altro che intensificare i sintomi, aggravando la condizione di chi soffre di un disturbo d’ansia.

In questo articolo vedremo qual è il valore dell’ansia, il suo vero significato e perché e come imparare ad ascoltarla. Scavando alle radici di questa reazione emotiva atavica, esamineremo perché resistere all’ansia può spesso intensificarla, mentre accoglierla con gentilezza e compassione può portare a un’esperienza più profonda di calma e benessere.

Scopriremo strategie pratiche e atteggiamenti mentali che possono trasformare il nostro rapporto con l’ansia, permettendoci di vivere una vita più equilibrata e soprattutto autentica.

Che cos’è davvero l’ansia? Un’emozione di grande valore

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Partiamo quindi con una domande semplice ma fondamentale: che cos’è l’ansia?

Per chi la sperimenta nella sua versione patologica, l’ansia è uno stato di tensione costante, una sensazione opprimente di preoccupazione, di cui non riesce a individuare la causa. Chi ne soffre ha sempre l’impressione che stia per accadere qualcosa di davvero brutto, a cui non può porre rimedio e che non può in alcun modo evitare.

In effetti, l’ansia è un campanello d’allarme che comincia a suonare (o dovrebbe farlo) quando ci troviamo di fronte a un potenziale pericolo e/o a una sfida.

Non stiamo parlando di una malattia da curare, ma di un’emozione da comprendere.

I sintomi fisici che associamo all’ansia – come la tachicardia o il respiro corto – non sono altro che la naturale reazione del nostro corpo, generata da un meccanismo di risposta allo stress che ha radici antichissime, risalenti persino alla preistoria.

Proviamo a immaginare per un momento come doveva essere la vita dei nostri antenati migliaia di anni fa. Per sopravvivere, era necessario stare all’erta in modo da poter individuare ogni più piccolo segnale di una minaccia incombente, come quella di un predatore in agguato o di un avversario.

Avere l’ansia, in quel tempo lontanissimo, significava essere cauti, procedere con la giusta circospezione e prudenza.

Questo poteva fare la differenza tra la vita e la morte.

Anche ai giorni nostri, nella sua forma normale, l’ansia ha un valore positivo. Essa, infatti, ci attiva, mettendoci nella condizione fisica e mentale giusta per affrontare problemi e ostacoli che si frappongono tra noi e il nostro obiettivo.

Pensiamoci bene: quali sono le situazioni in cui proviamo un po’ d’ansia?

  • quando dobbiamo affrontare un esame all’università;
  • quando dobbiamo parlare davanti a qualcuno
  • quando ci prepariamo per un colloquio di lavoro
  • quando abbiamo un appuntamento con la persona che ci piace

Sono tutte situazioni in cui abbiamo bisogno di dare il meglio di noi stessi. E l’ansia che proviamo non fa altro che permetterci di arrivare pronti a quel momento.

Quest’emozione, infatti, porta con sé una serie di modificazioni adattive, che ci predispongono all’azione: il cuore che batte forte, la frequenza del respiro che aumenta etc. servono a farci mettere d’impegno per affrontare quello che verrà.

 

Ansia normale e ansia patologica: conoscerle per distinguerle

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Se l’ansia è così importante, allora perché può sfociare in un vero e proprio disturbo, capace di compromettere il benessere e la qualità di vita di una persona?

Per capirlo, dobbiamo distinguere tra ansia normale e ansia patologica.

L’ansia normale è quella che abbiamo appena descritto cioè uno stato di preoccupazione che si innesca prima di un evento importante oppure di fronte a una potenziale minaccia. È qualcosa di utile e benefico nella misura in cui ci aiuta a essere preparati e attenti in determinate circostanze.

Ha, quindi, una durata limitata e circoscritta e, soprattutto, una causa identificabile.

L’ansia diventa patologica quando non siamo più in grado di associarla a un evento scatenante, quando avvertiamo uno stato di allerta costante a prescindere dalla presenza o meno di una potenziale minaccia o sfida.

Mentre l’ansia normale è temporanea e adattativa, l’ansia patologica è persistente, eccessiva e può causare notevoli difficoltà nel funzionamento personale, sociale e lavorativo, condizionando pesantemente la nostra vita fino a indurci a rinunciare a viaggiare, a vedere gli amici e, nei casi estremi, a uscire di casa.

In alcuni casi, il senso di angoscia e preoccupazione che si prova è così forte da impedirti di stare solo anche dentro casa tua.

Come sconfiggere l’ansia? Non combatterla e non cercare di fuggire, ma ascoltala

Come abbiamo detto all’inizio di questo articolo, quando siamo travolti dall’ansia, la nostra reazione istintiva è quella di cercare di combatterla per riprendere il controllo di noi stessi.

L’altra strategia che si mette in campo di fronte a una crisi d’ansia è la fuga: abbiamo paura, quindi cerchiamo di scappare.

È del tutto naturale comportarsi in questo modo.

Tuttavia, in entrambi i casi, stiamo mettendo in atto un’operazione che rischia di aggravare il problema piuttosto che risolverlo.

Perché?

Tentare di opporre resistenza all’ansia è controproducente perché:

  • rischiamo di innescare un effetto paradossale perché nel momento in cui cerchiamo attivamente di contrastare l’ansia o di sopprimerla, inevitabilmente ci concentriamo ancora di più su di essa, rendendola ancora più intensa e difficile da gestire;
  • quando cerchiamo di reprimere un’emozione anziché accettarla, il nostro corpo entra in tensione. Questo ulteriore stress va a sollecitare il nostro sistema nervoso, già attivato, andando ad amplificare le sensazioni corporee collegate all’ansia;
  • nel momento in cui ci sforziamo di sfuggire all’ansia, implicitamente stiamo ammettendo a noi stessi che si tratta di un’emozione indesiderabile, scomoda o comunque dannosa. Questo può portare a un circolo vizioso di auto-giudizio e auto-critica, che a sua volta intensifica ulteriormente l’ansia stessa.

Cosa fare, allora, per riportare l’ansia al suo significato naturale di emozione positiva e benefica per la nostra sopravvivenza?

Occorre imparare ad accoglierla, abbracciarla con gentilezza e predisporsi all’ascolto di questa emozione che ci scuote dall’interno e ci invita a prestare attenzione.

Piuttosto che vederla come un nemico da sconfiggere o un sintomo da eliminare – magari assumendo dei farmaci – dobbiamo comprendere che l’ansia è una parte normale dell’esperienza umana, qualcosa che ci accompagna nel corso della vita, che arriva in alcuni momenti e poi, in modo naturale, va via.

Quando è così forte da destabilizzarci dobbiamo prenderla come un segnale che viene dal profondo di noi stessi e che ci avvisa della presenza di un nodo irrisolto, di qualcosa che ci fa stare male e di cui dovremmo occuparci.

L’ansia – così come l’attacco di panico è il modo in cui il nostro mondo interiore prova a comunicare con noi per dirci di guardarci dentro per prendere consapevolezza.

Dietro di essa si nascondono un mare di emozioni, che vale la pena esplorare per cominciare a vivere in modo veramente autentico.

 

Psicoterapia per ansia a Roma – Contatta gli psicologi psicoterapeuti del Centro Il Filo di Arianna, esperti in ansia e attacchi di panico

Presso il Centro di psicologia e psicoterapia Il Filo di Arianna a Roma Prati, in zona Cipro-Ottaviano operano diversi terapeuti che svolgono sedute di psicoterapia per il trattamento di disturbi d’ansia e per guarire dagli attacchi di panico.

Contattaci al 327 297 1456. Un terapeuta del centro prenderà in carico la tua richiesta. A seguito di un colloquio telefonico preliminare, in cui riceverai tutte le informazioni necessarie, potrai fissare un appuntamento per valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia a Roma Prati in linea con le tue esigenze.

Il nostro centro si trova in Circonvallazione Trionfale 145, 00195 Roma, zona Prati.

Il Centro di psicologia e psicoterapia Il Filo di Arianna può essere raggiunto comodamente anche con i mezzi pubblici, vista la vicinanza con due fermate della metropolitana linea A: Cipro e Lepanto.

Bus:
n° 70, 23, 291, 496, 31, 33, 495 (dalle fermate metro Cipro, Flaminio e Valle Aurelia).

Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si potrà valutare anche di seguire una psicoterapia a distanza, avvalendosi di colloqui online attraverso videochat Zoom.

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