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Psicoterapia Umanistica: cos’è e come funziona

psicoterapia umanistica roma prati

La psicoterapia umanistica, chiamata anche psicoterapia della Terza Forza, è un orientamento psicoterapico nato intorno agli anni Sessanta negli Stati Uniti. Racchiude in sé varie teorie e correnti sviluppatesi come alternativa agli orientamenti psicologici prevalenti di quel periodo sia nel mondo accademico sia all’interno della pratica clinica: la psicanalisi di stampo freudiano e il comportamentismo.

Da un lato, la psicanalisi concepiva l’uomo come spinto e determinato nel suo essere e agire da potenti spinte di tipo pulsionale, forze inconsce non controllabili, che lo dominano.

Dall’altro, il comportamentismo descriveva l’essere umano quasi come un automa, una macchina che funziona sulla base del meccanismo stimolo-risposta, di cui si potevano comprendere soltanto le manifestazioni esteriori, oggettive.

Diversi studiosi percepivano la necessità di staccarsi da questi modelli troppo legati a concezioni di tipo deterministico. La loro era una critica a una visione frammentaria e riduzionistica dell’individuo. L’impressione era che ci si concentrasse troppo su un unico aspetto dell’essere umano, tralasciando tutto il resto. 

Proprio per questo motivo la psicoterapia umanistica viene chiamata anche psicoterapia della Terza Forza: perché rappresenta un terzo polo, un elemento che andava a inserirsi in quel quadro già dominato da due concezioni accademiche preponderanti.

Cosa distingue la psicoterapia umanistica dalle altre correnti?

Il fulcro fondamentale di questo orientamento è l’attenzione posta all’essere umano nella sua interezza e complessità. Soltanto considerando tutti gli aspetti, da quello emotivo a quello neurologico, passando per quello comportamentale e cognitivo, si potrà arrivare ad avere un quadro completo, una comprensione davvero profonda dell’individuo.

L’idea base della psicoterapia umanistica è quella di dover guardare all’uomo da più punti di vista possibili, senza escludere nulla. 

A questo si aggiunge un altro concetto di grande importanza: il ruolo dell’esperienza soggettiva cioè del modo in cui ciascuno di noi percepisce emozioni, pensieri, vissuti, convinzioni, al di là delle possibili interpretazioni dal punto di vista logico. È quest’esperienza a dare forma alla realtà di ognuno.

Ma il punto di forza della psicoterapia di stampo umanistico, il cuore di questo orientamento è l’idea che ogni individuo possegga dentro di sé delle potenzialità spesso inespresse. Risorse che devono essere individuate, fatte emergere e sviluppate perché la persona possa vivere appieno la propria esistenza, in uno stato di vero benessere psicologico.

Carl Rogers diceva: “Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti”.

L’obiettivo ultimo della psicoterapia di tipo umanistico è quello di promuove l’espressione autentica dell’individuo, valorizzare la singolarità, quello che ci distingue gli uni dagli altri, andando oltre una concezione di tipo normativo, che tenderebbe ad appiattire, a plasmare l’individuo per adattarlo a un modello standard.

Psicoterapia umanistico-esistenziale: come funziona e quanto dura?

Presso Il Filo di Arianna, il nostro studio di psicoterapia a Roma Prati, operano anche terapeuti che si rifanno all’approccio umanistico. Questo orientamento viene definito anche umanistico-esistenziale poiché si riallaccia a due correnti di pensiero: 

l’umanesimo, la cui caratteristica fondante è l’attenzione posta all’essere umano; 

l’esistenzialismo, corrente filosofica che trova tra i suoi massimi esponenti pensatori come Kierkegaard, Sartre, Dostoevskij, la cui riflessione si concentra sulla condizione umana, vista in tutta la sua drammaticità, sul vuoto, il senso di angoscia e di solitudine che derivano da tutto questo e, allo stesso tempo, sul significato profondo dell’esistenza.

L’impostazione utilizzata dai terapeuti che seguono un orientamento di tipo umanistico-esistenziale deve molto al contributo di Carl Rogers, ideatore della terapia centrata sul paziente. Egli, infatti, si fa portatore dell’idea della possibilità di autorealizzazione della persona che assume su di sé la responsabilità del proprio cambiamento.

Secondo il suo approccio, la psicoterapia umanistica deve fondarsi su 3 principi cardine:

  • congruenza
  • empatia
  • accettazione positiva incondizionata

 

 

Psicoterapia Umanistica: cos’è e come funziona
Immagine di Freepik

Congruenza

Potremmo descrivere la Congruenza come una forma di onestà del terapeuta che cerca di stabilire con il proprio paziente un rapporto genuino. Egli non cerca di nascondersi dietro il proprio ruolo, trasformandolo in uno schermo, un divisorio che lo tenga distante dall’altro. Essere genuino significa essere cosciente dei propri sentimenti e delle emozioni che si provano durante la terapia e avere la capacità di esprimerle attraverso le parole e i comportamenti, senza fingere, senza dissimulare.

“Appare essenziale che il terapeuta sia genuino, totale o congruente nella relazione. Ciò significa che è importante per il terapeuta essere quello che è nel suo contatto con il cliente. Se il terapeuta mostra esternamente un sentimento o un atteggiamento, mentre internamente o inconsciamente ne sta esperendo un altro, la probabilità di successo terapeutico diminuirà”

Empatia

Il terapeuta di orientamento umanistico impronta la sua relazione con il paziente all’Empatia, quella particolare forma di sensibilità che permette di entrare in sintonia con l’altro, di percepirne e comprenderne in modo profondo pensieri ed emozioni, sentendoli quasi come fossero propri. È una capacità fondamentale poiché consente al professionista di guidare il paziente nell’acquisire maggiore consapevolezza rispetto ai propri stati d’animo.

Psicoterapia Umanistica: cos’è e come funziona
Immagine di Freepik

Accettazione positiva incondizionata

Il terapeuta che segue un approccio umanistico si pone nei confronti del paziente con un atteggiamento di apertura, accoglienza e ascolto. Ciò non significa approvare il suo punto di vista, ma accettarlo in modo incondizionato, senza esprimere un giudizio.

In ultima analisi, l’efficacia della terapia umanistica dipende proprio dalla relazione che si instaura tra terapeuta e paziente. È il rapporto a rappresentare lo strumento attraverso il quale si produce il cambiamento, la crescita

.

Ci troviamo di fronte a un tipo di terapia molto diverso da quelle di stampo freudiano o legate alle teorie comportamentiste.

Come per altre tipologie di terapie, indicare un’esatta durata non è possibile. Ogni percorso è un’esperienza a sé stante e molto dipende dal tipo di problematica affrontata e dalla condizione emotiva del paziente nel momento in cui intraprende questa strada.

La psicoterapia umanistica può essere utilizzata per trattare varie tipologie di disturbi e disagi tra i quali:

Psicoterapia umanistica Roma Prati

Presso il nostro studio di psicologia e psicoterapia a Roma Prati, sono presenti numerosi professionisti qualificati, psicologi e psicoterapeuti esperti che seguono orientamenti differenti.

Contattaci al 327 297 1456. Un terapeuta del centro prenderà in carico la tua richiesta. A seguito di un colloquio telefonico preliminare, in cui riceverai tutte le informazioni necessarie, potrai fissare un appuntamento per valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia a Roma Prati in linea con le tue esigenze.

Il nostro centro si trova in Circonvallazione Trionfale 145, 00195 Roma, zona Prati ed è raggiungibile anche tramite i mezzi pubblici. Le fermate della metropolitana più vicine sono quelle della linea A, Lepanto e Cipro.

Per visionare la mappa e le indicazioni stradali per raggiungere lo studio di Roma Prati, clicca su questo link

Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si potrà valutare anche di seguire una psicoterapia a distanza, avvalendosi di colloqui online attraverso videochat Zoom

 

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