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Perché fa paura diventare genitori?

paura diventare genitori

Tua moglie o la tua compagna arriva da te sorridente, con uno strano oggetto in mano. È un test di gravidanza con sopra una lineetta bella nitida.

Un test di gravidanza positivo.

State per diventare genitori: mamma e papà.

Senti dentro di te una gioia immensa. Era così tanto che stavate cercando un bambino. Un figlio tutto vostro, da crescere e amare.

Al di sotto di quell’emozione, però, senti qualcos’altro, una specie di vaga inquietudine. Forse non ne sei proprio consapevole o forse non vuoi ammetterlo a te stesso.

Ma ti senti spaventato. Non c’è nulla di cui vergognarsi, però. La paura di diventare genitori è un sentimento piuttosto comune e diffuso. È normale e anzi, bisognerebbe parlarne. Alcuni futuri genitori potrebbero sentirsi incerti perché hanno il timore di non riuscire a essere all’altezza del compito che hanno di fronte.

Le responsabilità a cui si va incontro sono tante. E altrettanti sono i problemi che potrebbero sorgere. Soprattutto se non si affrontano alcuni nodi irrisolti che non vengono alla luce finché non si diventa genitori a tutti gli effetti.

Purtroppo, viviamo in una società che guarda alla genitorialità da un punto di vista ancora troppo concreto e “materialista”.

Si dà per scontato che la donna in procinto di partorire – come è giusto che sia – venga seguita da un’equipe medica specializzata.

Nessuno, però, pensa che concepire un figlio è qualcosa che ha un grandissimo impatto sulla psiche dei futuri genitori, delle donne e degli uomini. Ci si prepara in ogni modo ad accogliere questa nuova vita. Ma ci si dimentica, forse, di attrezzarsi dal punto di vista emotivo e psicologico.

Ci si dimentica o si ignora che buona parte dei disturbi psichici, dei disagi che vengono trattati nella stanza di terapia, quando si è ormai adulti, riguardano traumi ed esperienze vissute nei primi anni di vita, all’interno della famiglia. I genitori non hanno colpe. Ma si trovano sguarniti rispetto ad alcune dinamiche che emergono all’improvviso, quando ci si “trasforma” in mamme e papà.

Da coppia a famiglia: cosa accade quando arriva un bambino?

Quando nasce un bambino, tutto cambia. Da coppia si diventa famiglia ed è necessario stabilire un nuovo equilibrio all’interno delle mura domestiche. Spesso, purtroppo, non è semplice. Uno dei rischi più grandi, in questo frangente, è che la coppia entri in crisi dopo la nascita di un figlio.

Perché? Le ragioni sono davvero tante.

L’arrivo di un neonato in casa sconvolge totalmente la routine a cui vi siete abituati in mesi o anni di convivenza. Già andare a vivere insieme vi ha messo alla prova. Avete dovuto trovare il giusto incastro, limare gli spigoli, accettarvi l’un l’altro, scendere a compromessi.

Avete instaurato delle abitudini che vi hanno permesso di trovare un assetto.

Ora, però, non siete più voi due soli. C’è questo bambino a cui bisogna badare. Una creatura che dipende totalmente da voi per la sua sopravvivenza, la sua crescita e il suo benessere. Così, cominciano le notti in bianco. Le giornate trascorrono tra poppate, bagnetti e cambi di pannolino. Tempo ed energie sembrano esaurirsi a velocità doppia. Tutto viene messo in secondo piano.

La quotidianità deve essere riorganizzata intorno alle esigenze di vostro figlio, che non può certo badare da solo a sé stesso. Prendersene cura è un mestiere davvero difficile.

Ma i cambiamenti non avvengono soltanto a livello organizzativo.

Quando nasce un bambino, i due partner della coppia vanno incontro una trasformazione emotiva e psicologica enorme.

Parliamo del prima e del dopo, per essere più chiari.

Quando due persone si mettono insieme e formano una coppia, ciò che prevale è l’apertura verso l’altro. L’innamoramento ci predispone in modo fisiologico ad andare incontro al diverso, al nuovo, ad accettare una visione diversa. Ci troviamo in una dimensione in cui il futuro ha una sua importanza. Ciascuno dei due, naturalmente, porta sulle spalle un certo passato. Un’educazione, delle esperienze, dei vissuti familiari. Potremmo dire un’eredità.

Ma i partner, nella loro diversità, riescono a trovare punti di contatto, un terreno di scambio comune.

Si forma una strana alchimia che consente al rapporto di crescere e maturare.

Poi arriva vostro figlio. All’improvviso l’ombra del passato si allunga sulla coppia. Sia tu che il tuo partner, in modo inconscio, vi trovate a mettere in atto alcuni comportamenti che rimandano al quadro familiare che avete vissuto.

Cominciate a identificarvi con i vostri genitori, con vostro padre o vostra madre.

Non è qualcosa di volontario né consapevole.

Talvolta avviene anche qualcosa di lievemente diverso. Cioè anziché identificarci con i nostri genitori, ci poniamo in contrasto con il loro modello. Ci definiamo in opposizione a loro. Se mio padre è stato disimpegnato e poco presente, io potrei tendere a essere tutto il contrario, rischiando l’invischiamento con mio figlio.

La frase “Non sarò mai come mio padre” che molti di noi hanno pronunciato almeno una volta nella loro vita, in questo senso, risulta rivelatrice.

Perché avviene una cosa simile?

Perché, in un certo senso, abbiamo bisogno di certezze a cui ancorarci, di un punto fisso, dato che stiamo vivendo un’esperienza molto complessa. Come diceva Sartre, l’uomo è l’unico ente in cui l’esistenza precede l’essenza. Ciò significa che prima esistiamo e soltanto poi ci diamo un senso, un significato.

Questo stesso concetto possiamo applicarlo all’essere genitore.

Non c’è un manuale di istruzioni per essere bravi genitori. Dobbiamo improvvisare e quindi abbiamo la tendenza ad arroccarci su posizioni rigide, su certezze incrollabili. La flessibilità che avevamo all’inizio, quando eravamo coppia e non famiglia, viene meno. Anche il mio partner, uomo o donna che sia, si trova nella stessa situazione, ad assumere il proprio “mandato familiare”

Il problema, però, è che nessuno di noi ha avuto lo stesso passato né la stessa famiglia. Di conseguenza, tu e lui (o lei) vi trovate ad agire in modo diverso, a difendere posizioni rigide.

L’equilibrio si rompe: la coppia entra in crisi.

Coppia in crisi dopo la nascita di un figlio

Ci capita di sentire, nella stanza di terapia, una frase che torna spesso: “Dopo la nascita di nostro figlio, mio marito è cambiato”. O anche “Da quando siamo diventati genitori, non la riconosco più”. In realtà, lui o lei non sono affatto cambiati. Semplicemente, questo aspetto è rimasto in sordina, nascosto.

Non poteva venire alla luce prima. Soltanto con l’esperienza della genitorialità possiamo capire che tipo di genitori siamo predisposti a essere.

Questa situazione può generare forti contrasti all’interno della coppia e portarla sull’orlo della rottura. La relazione va incontro a forti scossoni. Non riconosci più il tuo partner. Non ti senti compreso da lui o da lei. Litigate sempre più spesso e in modo anche feroce, rinfacciandovi le cose. Siete entrambi stanchi e l’armonia sembra soltanto un bel ricordo.

Le conseguenze sono tremende, per i singoli, per la coppia in sé che per la famiglia.

Superare la crisi di coppia dopo un figlio con la terapia

Quando la situazione è già esplosa e il disagio comincia a serpeggiare tra i partner, si può cercare di recuperare il rapporto attraverso un percorso comune di psicoterapia di coppia.

La stanza di terapia diventa un luogo sicuro, all’interno del quale i partner possono affrontare i propri problemi, aiutati a riflettere e a prendere consapevolezza dei meccanismi che hanno dato il via alla crisi.

Ciò che ci preme sottolineare, però, è che questa dinamica che abbiamo visto insieme prende vita all’interno di tutte le coppie.

Solo che non c’è abbastanza consapevolezza.

Come sempre, prevenire sarebbe meglio che curare.

Crediamo che una persona che si interroga e ha dubbi sul proprio essere genitore, abbia tutte le caratteristiche per essere un buon genitore. E che decidere di prepararsi ad accogliere un figlio, come coppia, sia una scelta di grande amore e saggezza.

Il parent training e i percorsi di sostegno alla genitorialità possono diventare uno strumento per promuovere il benessere della coppia, che avrà le risorse per vivere con maggior armonia questa grande avventura che è diventare genitori.



 

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