Litigi tra genitori: le conseguenze del conflitto coniugale sui figli

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Per crescere bene, un bambino necessita di molte cure.

Non occorre soltanto soddisfare i suoi bisogni materiali, fornendo cibo, vestiti e un riparo, ma anche metterlo nella condizione di sviluppare la propria personalità, in modo completo e soprattutto sano.

Perché ciò accada, è di fondamentale importanza che egli possa costruire un legame di attaccamento sicuro con i genitori (o coloro che se ne prendono cura).

Come evidenziato dalla teoria dell’attaccamento di John Bowlby, se gli adulti di riferimento (caregiver) si dimostrano disponibili e responsivi nei confronti del bambino, egli troverà in loro e nella famiglia una base sicura, un “luogo” in cui sentirsi amato e protetto, dal quale partire per esplorare il mondo circostante e dove tornare quando si sente preoccupato o in ansia.

Cosa c’entra tutto questo con il conflitto coniugale e le liti tra genitori?

I due argomenti sono profondamente intrecciati, in verità.

Il buon rapporto tra i partner di una coppia, genitori di un bambino, fornisce a quest’ultimo una base sicura molto solida sulla quale fare affidamento. Nello sperimentare l’amore tra i genitori, il bambino sviluppa fiducia nelle relazioni, nella possibilità di scambiare affetto reciproco, di sostenersi e di superare insieme difficoltà e diversità.

Se il rapporto della coppia genitoriale, invece, è caratterizzato da un conflitto persistente, che si manifesta con liti furiose, urla, minacce o silenzi glaciali, il bambino potrebbe perdere la propria base sicura.

Non è il singolo litigio a cui assiste tuo figlio a produrre tutto questo.

È piuttosto la continua esposizione a una dinamica conflittuale tra genitori a causare un vero e proprio trauma nel figlio, con effetti terribili sulla psiche del bambino.

Un bambino che perde la propria base sicura è a rischio di sviluppare problemi di natura psicologica di varia intensità e gravità: si va dai disturbi d’ansia alla depressione, all’aggressività, fino a veri e propri disturbi di personalità, come il disturbo borderline.

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Litigi di coppia: aspetti negativi e positivi

Come abbiamo appena detto, non è tanto il singolo litigio quanto il clima di tensione e conflitto che si respira in casa a influenzare negativamente lo sviluppo di un bambino.

Dobbiamo osservare che, per una coppia, è del tutto normale non essere d’accordo. Ed è sicuramente sano discutere, esprimendo punti di vista differenti su una questione che interessa da vicino la famiglia.

Tanti sono i motivi per i quali si arriva a uno scontro tra partner: interferenze della famiglia d’origine di uno dei due, problemi economici, incomprensioni reciproche, difficoltà personali, vedute diverse sull’educazione del figlio etc.

Se gestito in modo funzionale, il conflitto ha un valore costruttivo perché diventa una preziosa occasione di conoscenza reciproca e di crescita.

In caso contrario, prevale l’aspetto distruttivo del conflitto, che ha un impatto negativo non soltanto sulla coppia, ma anche sul figlio che ne subisce indirettamente le conseguenze.

Vediamo insieme in che modo.

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Quando mamma e papà discutono sempre. Cosa accade se il bambino assiste ai litigi tra i genitori?

Quando un bambino si trova immerso in un ambiente conflittuale e assiste a frequenti discussioni tra i genitori, non riesce più a percepire la casa – intesa sia come luogo fisico che come spazio mentale – come un posto sicuro.

La casa, che dovrebbe rappresentare un nido accogliente, in cui regna la pace e la serenità, dove sentirsi accuditi e protetti, perde completamente la propria valenza e si trasforma nel suo opposto, una terra ostile in cui non si trova rifugio.

Gli effetti della perdita di una base sicura sono molteplici.

Alcuni di essi sono effetti a lungo termine e si rendono visibili soltanto più tardi, talvolta persino in età adulta.

Brutti voti e lamentele: il disagio vissuto dal bambino in famiglia emerge nell’ambito scolastico

Nell’immediato, invece, spesso il bambino esprime il disagio vissuto in famiglia nell’ambito scolastico.

Da un giorno all’altro, cominciano a fioccare i brutti voti e le lamentele degli insegnanti, che si dicono preoccupati per il comportamento dell’alunno e per il suo rendimento scolastico.

Dicono che il bambino si distrae spesso, non segue la lezione e se interrogato non risponde. Non riesce a concentrarsi e perde parti della spiegazione data in classe.

Sembra fare davvero fatica a rimanere allo stesso livello dei suoi compagni.

Il suggerimento è di provare a sottoporlo a una valutazione poiché i “sintomi” farebbero pensare a un disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHDH), un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà a mantenere l’attenzione, impulsività e iperattività motoria.

Indagando più a fondo, però, si comprende che la ragione di un simile cambiamento è da ricerca altrove, nell’ambito domestico: i continui litigi tra genitori a cui assiste il bambino sono causa di un forte stress e di un’ansia crescente, che impediscono al bambino di focalizzare l’attenzione e mantenere un livello adeguato di concentrazione quando si trova a scuola.

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Insicurezza e bassa autostima: le ferite del bambino che assiste alle liti tra mamma e papà

Ma la dinamica conflittuale all’interno della famiglia incide anche sui livelli di autostima del bambino, provocando seri danni.

In che modo?

Per spiegarlo, dobbiamo fare un passo indietro e partire dalla considerazione che ciascun essere umano è la somma degli incontri emotivamente significativi che ha fatto nel corso della propria esistenza.

Sono le relazioni con gli altri a definirci, a lasciare un’impronta indelebile su di noi.

Tra questi, l’incontro più importante è quello che avviene alla nascita con le nostre figure primarie di riferimento cioè con i nostri genitori, con madre e padre.

Nel corso dell’infanzia, il bambino interiorizza queste due figure, che assurgono a modelli fondamentali per la formazione della sua personalità individuale.

Ma se la mia identità si fonda sui modelli rappresentati dai miei genitori, cosa accade se in una famiglia in cui mio padre insulta e umilia mia madre, riservandole parole offensive e minacciando di lasciarla e mia madre fa altrettanto?

Accade che quelle grida e quegli impropri vengono ricevuti dal bambino come se fossero rivolti direttamente contro di lui.

Ecco, allora, che si aprono delle profonde ferite nell’autostima del figlio, che crescerà nella convinzione di non valere nulla, di non essere abbastanza.

Sentimenti svalutanti che si tradurranno in insicurezza, ansia, difficoltà a relazionarsi con gli altri bambini, disturbi dell’apprendimento

Spesso, nel nostro studio di psicoterapia a Roma Prati arrivano genitori preoccupati per i propri figli perché sono state segnalate loro difficoltà scolastiche.

Il sintomo del bambino, però, spesso sta a indicare un problema all’interno della famiglia, nella relazione con e tra i genitori.

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Prevenire il disagio nei figli, preparandosi a diventare genitori

Decidere di avere un figlio è un traguardo importante nella vita di una coppia.

L’esperienza della genitorialità è splendida ma anche molto complessa.

Il passaggio da coppia a famiglia, infatti, è molto delicato e può produrre un vero e proprio sconvolgimento nell’assetto raggiunto dai partner, che si trovano a confrontarsi con una realtà completamente nuova e con i “fantasmi del passato”.

Quando diventiamo padre e madre, infatti, può accadere che si riaprano vecchie ferite, che riemergano traumi e conflitti irrisolti che hanno a che fare con la nostra esperienza di figli e figlie.

Quando questi elementi riaffiorano, è possibile una rottura dell’equilibrio e l’innesco di una crisi di coppia, che spesso si manifesta in quelle modalità comunicative e relazionali che abbiamo descritto poco sopra: litigate feroci, grida, insulti, minacce, talvolta persino violenza, non soltanto verbale ma anche fisica tra i partner.

Come fare a prevenire tutto questo, evitando che le nostre difficoltà di coppia determinino disagio nei nostri figli?

La soluzione è prepararsi.

Consigliamo sempre ai partner che intendano diventare genitori e formare una famiglia di avere qualche colloquio propedeutico con lo psicoterapeuta. Fare qualche seduta di psicoterapia consente di individuare eventuali problematiche sopite, difficoltà e disagi che potrebbero esplodere con l’arrivo di un figlio, intervenendo laddove sia necessario.

Il terapeuta può fornire un importante sostegno alla genitorialità poiché il professionista esperto è in grado di elaborare i motivi alla base del conflitto, aiutare a trovare la corretta modalità per gestire il rapporto e questo avrà una ricaduta terapeutica anche sul bambino.

Terapia di coppia e Sostegno genitoriale Roma Prati – Cipro – Ottaviano

Presso il Centro di psicologia e psicoterapia Il Filo di Arianna a Roma Prati, in zona Cipro-Ottaviano operano diversi terapeuti che svolgono sedute di sostegno genitoriale, rivolte anche e soprattutto a quelle coppie che intendono avere un bambino e vogliono prepararsi ai grandi cambiamenti che ciò comporterà nella propria vita e nella propria relazione.

Contattaci al 327 297 1456. Un terapeuta del centro prenderà in carico la tua richiesta. A seguito di un colloquio telefonico preliminare, in cui riceverai tutte le informazioni necessarie, potrai fissare un appuntamento per valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia di coppia a Roma Prati in linea con le tue esigenze.

Il nostro centro si trova in Circonvallazione Trionfale 145, 00195 Roma, zona Prati.

Il Centro di psicologia e psicoterapia Il Filo di Arianna può essere raggiunto comodamente anche con i mezzi pubblici, vista la vicinanza con due fermate della metropolitana linea A: Cipro e Lepanto.

Bus:
n° 70, 23, 291, 496, 31, 33, 495 (dalle fermate metro Cipro, Flaminio e Valle Aurelia).

Nel caso in cui ce ne fosse bisogno, si potrà valutare anche di seguire una psicoterapia a distanza, avvalendosi di colloqui online attraverso videochat Zoom.